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Chiara Scolaro – VPM2014 Student | Architecture&Design workshop

Quel giorno in cui sentii parlare di questo workshop, del modo in cui l’architettura e la musica riescono ad incontrarsi e a collaborare, rimasi davvero colpita. Guardai le foto e i video degli anni precedenti e già allora mi brillavano gli occhi. Non ci ho pensato molto, avrei partecipato anch’io. L’energia che il video trasmette con le immagini di qualcosa che sta per nascere, la musica di violini, pianoforti, seghe e avvitatori è poca in confronto a quella che ti travolge quando finalmente anche tu sei lì, e trovi le stesse emozioni dei racconti degli amici e del video.

 

Subito si inizia a costruire: docenti e tutors, con molta pazienza e mai stanchi di ripetersi, ti spiegano come usare le attrezzature e quando, per la prima volta, usi l’avvitatore e la sega circolare, con molta curiosità e anche con un po’ di timore, percepisci una vicinanza con l’architettura che nessun progetto può darti. Un’esperienza così diretta mi ha permesso di sperimentare cosa significhi “mettere le mani in pasta” come un vero carpentiere e di superare quel buco fra disegno e realtà che l’università non può colmare.

 

È una magia continua a Villa Pennisi: le lezioni mi hanno dato nuovi spunti e nuove idee da poter sviluppare nel mio percorso di studi da architetto e ho imparato un numero di cose di gran lunga superiore alle aspettative. Anche io sono una musicista e, nel mio piccolo, so cosa significa suonare all’aperto e non sentire nulla; ReS fa un lavoro eccezionale e l’idea che vi è alla base è nobile, ne sono davvero affascinata.

 

Ho imparato che utilizzando pochi e semplici materiali è possibile realizzare oggetti belli e funzionali. “ReS” è una struttura che prende vita mossa dalle vibrazioni della musica e la sera prima del concerto ha “suonato” per la prima volta insieme ai musicisti e insieme a tutti noi. Quella è stata l’emozione più grande: un piccolo e intimo concerto in cui ti accorgi come la musica non la fanno solo i musicisti ma anche noi architetti, la struttura e i suoi pannelli di legno, creando, insieme, un’orchestra davvero forte.

 

Il lavoro di squadra è la base di questo workshop, il gruppo e la complicità che si sono creati ci davano la forza per lavorare fino a tarda sera, dopo un’intera giornata di fatiche. Sognavo, tra una vite e un bullone, la granita con la brioche che mi aspettavano il giorno dopo a colazione e sentivo che mi avrebbero dato la carica necessaria per affrontare un nuovo giorno con i suoi obiettivi da perseguire e i nuovi pannelli da sollevare, nell’affascinante e bellissimo mondo musicale di Villa Pennisi.