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Davide Rando – VPM15 Worker

Sono un veterano.

I segni che villa Pennisi in Musica ha lasciato dentro di me, sono una testimonianza molto importante della mia crescita, li porto tutti con fierezza, come un vanto.

Ogni volta che sono partito non sono mai tornato uguale.

Non sono mai riuscito a prevedere fino in fondo che cosa mi aspettasse.

La fatica, il sudore e la passione, sono tutte componenti che hanno sempre accompagnato tutte le mie esperienze qui, ma prevedere il resto è impossibile.

Ho conosciuto molte persone, con parole, pensieri e accenti diversi. Ma alla fine siamo tutti uguali, abbiamo tanta, tantissima voglia di metterci in gioco e lavorare in gruppo.

Tutti armati con questa grandissima voglia di contribuire a ricreare quella che io chiamo “la magia “. Si perchè definirla banalmente “atmosfera” è sbagliato e ingiusto nei confronti di tutti gli studenti che si sono susseguiti negli anni e che hanno sempre dato tutto … è semplicemente di più!

E così il cantiere comincia.

Senza nessun dubbio o esitazione, dobbiamo cominciare a rimboccarci le maniche, l’otto sera abbiamo un concerto!

Sbagli non fa niente, l’importante è ammetterlo.

Smonti, rimonti, guardi, impari da chi è più bravo, capisci e cerchi di non sbagliare di nuovo per non perdere tempo. Si perchè noi l’otto sera abbiamo un concerto!

Lottiamo contro il tempo assistiti da persone stupende e preparate al peggio.

Loro sono il nostro Staff, e danno un senso a tutto quello che facciamo. Sono le stesse persone che fin dal primo anno, quando tutto era definito come “la grande scommessa”(vinta rivinta e stravinta), mi hanno fatto sempre aprire gli occhi, e nel tempo mi hanno aiutato a crescere .

E quindi lavoriamo, tra tante piccole questioni, qualche diverbio, andiamo avanti, dobbiamo assolutamente finire, il tempo scorre !

Credo che nella storia di questo workshop, man mano che i lavori vanno avanti, tutti noi studenti abbiamo guardato alla nostra ReS con estrema soddisfazione. Su di lei ci sono tutte le nostre fatiche, i nostri sforzi, dalla più piccola lavorazione a quella più complicata che ci hanno permesso di eseguire.

Anche se le nostre preoccupazioni non si esauriscono mai .

Aspettiamo sempre che il nostro Serafino, ci dia dei responsi positivi. Si perchè noi dobbiamo essere sicuri che ReS suoni, e che suoni bene! Buffo come un singolo test possa spazzare in poche ore il risultato dei nostri sudati sforzi. Ma è cosi e noi abbiamo già accettato la sfida, e pendiamo dalle sue labbra .

Ma voi pensate sia finita? L’importante è quello che dice l’ingegnere?

Abbiamo la fortuna di lavorare assieme a dei grandi, grandissimi, Musicisti, molto esigenti .

ReS deve suonare bene prima di tutto per loro, David ce lo spiega e ci comunica l’importanza di quello che facciamo dandoci una responsabilità in più: devono potersi esprimere al meglio!

Devono comunicarci le loro emozioni, come vogliono loro , e devono essere sicuri di poterci riuscire , sennò la frustrazione è enorme!

I loro complimenti per noi valgono il doppio, e quindi abbiamo un nuovo carico di responsabilità, non si scappa .

Assistiamo con ansia alle loro prove, dobbiamo capire. Le loro facce e le loro espressioni dicono molto … stanno sorridendo, forse sono contenti , forse è fatta anche stavolta! Chi lo sa , ascoltiamo ancora!

Dove prima non c’era niente se non uno spazio vuoto, adesso c’è qualcosa che ci unisce tutti, ormai siamo una cosa sola e magari pensiamo di poterlo suonare anche noi il violino o un piano o qualsiasi altra cosa che emetta un suono.

Con corse e rincorse, accompagnate da una sinfonia di: avvitatori, seghe circolari, violini, flex, flauti, urla, granite, xilofoni molesti, risate,arancini, focacce, bagni a mare notturni e sessioni notturne più intense per provare le luci di scena e per accorciare i tempi di costruzione, arriviamo, con ritmi da rivoluzione industriale, alla sera del concerto!

Ecco questa è una sera veramente particolare.

Tutti gli anni ho visto sempre fare la stessa cosa a tutti noi, magari come una sorta di balletto. Non c’è uno studente che non provi a sentire il concerto da più posizioni diverse . Quindi giriamo per tutta la platea, in continua esplorazione , quasi come degli addetti alla regia! E preghiamo che la gente non noti quel pannello verniciato all’ultimo secondo per eccesso di zelo o perchè un paio d’ore prima ha diluviato . Vogliamo solo che i nostri sforzi siano apprezzati e riconosciuti.

Tutti guardiamo la nostra ReS e ci vediamo pezzi di noi: “guarda quello ! ti ricordi quando lo abbiamo messo ! “, “eeeeh se non la piazzavo io quella luce, aspettavo a voi !”, “Uah che lavoro a mostro abbiamo fatto su quel fondo! “.

La musica vola assieme a tutti i nostri pensieri, è bellissima, quasi potessimo toccarla.
Siamo una famiglia ed è stupendo ascoltare il concerto assieme a tutti voi, scambiandoci sorrisi .

E poi la fine .

L’ultima nota .

Di anno in anno la sinfonia si allunga, ognuno di noi ne aggiunge un pezzo, io ne sono testimone, si aggiunge sempre qualche nota, bella o brutta ha poca importanza, l’importante è non perdersela .

Quello che ho provato a raccontarvi è un pò quello che mi succede sempre, la magia di sentirsi parte di qualcosa di stupendo , fatta da tante persone che non si conoscono e che scendono a compromessi con gli altri e con se stessi per realizzare quella magia che alla fine ci unisce tutti. Non è facile, per niente, però basta crederci e andare fino infondo, lavorando assieme .

Siamo stati bravissimi anche quest’anno, grazie mille ancora A TUTTI VOI per avermi regalato questi momenti!

A presto!

Davide Rando


photo by Daniele Lancia

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