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WS – Diario di Viaggio_6

Le prime emozioni hanno la forza di far svanire dubbi e piccole ansie.
Di sciogliere tutto in un sorriso leggero.
Le prime emozioni arrivano con il leggero brivido che le note del pianoforte, del violino e del violoncello fanno spuntare sulla pelle di chi è seduto ad ascoltare, e forse al pensiero che se quelle note solleticano chi è in fondo alla platea è anche grazie al lavoro di questi giorni di workshop.
La fretta, le fatiche, la concentrazione per cercare di realizzare tutto nei tempi giusti cedono il passo alla calma, alla piacevole brezza serale, al calore della fiamma evocata dalle luci della scena.

Suona,
per rispondere a un dubbio che ognuno di noi covava dentro la propria testa e sollevato qualche giorno fa su queste stesse pagine.
Vibra,
e le vibrazioni non sono solo quelle delle corde degli strumenti o delle cime che sostengono i pannelli ma sono anche quelle degli animi raccolti in questo luogo per “sentire”.
Infine si accende
e la luce è commento e amplificatore delle suggestioni dei brani eseguiti.

In mezzo al pubblico spiccano le espressioni soddisfatte e appagate sui visi di tutti i membri della squadra.

I risultati sono sotto i nostri occhi e dentro le nostre orecchie.

Qualcuno si gode la musica passeggiando sull’erba. Il giardino stesso ascolta in silenzio e partecipa dello spettacolo, in attesa di poter celebrare i suoi ospiti più tardi al lume delle candele e di Selene. Lo stesso giardino, di giorno animato dalle note dei giovani musicisti, dal canto di piccoli uccelli, dai discorsi di studenti e apprendisti “illuminati”. Quel giardino meraviglioso che ci ha accolti, coccolati e ispirati, adesso risuona della musica del concerto.

Si può essere orgogliosi di aver dato vita e voce a dalle emozioni
e certi che questa sia la vera magia.

Bianca Parenti
foto di Daniele Lancia

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